La Nuova Stagione | Perugia | 2019
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Programma

Il nostro impegno per cambiare Perugia

BraccioDaMontone

In questi ultimi cinque anni la Perugia che abbiamo conosciuto è cambiata: è diminuita la capacità di immaginare il suo futuro, di lavorare affinché la città possa perseguire quel forte impulso che le ha permesso di crescere e di farsi onore a livello internazionale, di investire nella cultura e nell’inclusione.

Perugia, dopo anni di immobilismo, deve tornare a confrontarsi con le sfide della modernità, anche a livello europeo: in campo culturale, come in campo giovanile. La mancata elezione a Capitale europea della Cultura per il 2019 e l’indisponibilità dell’attuale amministrazione di recuperare almeno alcune parti di quell’importante progetto costituiscono un’occasione persa. Oltre ad aver sprecato, invece di investire, il milione di euro di fondi per essere arrivati in finale.

Perugia è una città internazionale che ha fatto dell’apertura verso il mondo la sua vocazione. Ne sono un esempio i tanti atenei e centri di alta formazione, l’Università per Stranieri su tutti, oltre che i grandi eventi multiculturali come UmbriaJazz, Festival del Giornalismo ed Encuentro, e le grandi mostre di livello europeo, come quelle del Perugino, del Pinturicchio e del Signorelli. Belle esperienze archiviate dall’attuale amministrazione

Esiste una preziosa offerta culturale fatta di piccoli eventi, spesso di alto livello artistico, garantita autonomamente dai locali commerciali (bar, club o ristoranti) che propongono musica dal vivo, mostre o altro, talvolta con una vera e propria programmazione. Ad esempio, sono ormai diversi i locali che propongono serate di musica Jazz anche in modo stabile, a cadenza settimanale.

Crediamo che questo lavoro sia una risorsa importante da premiare e sostenere perché integra e amplia la vita culturale della città nelle ore serali e notturne; contribuisce ad arginare il degrado e riqualificare gli spazi urbani migliorando la sicurezza percepita e la socialità; garantisce spazi e occasioni di espressione artistica per i giovani talenti; migliora l’attrattività della città verso i giovani e gli studenti fuori sede.

Siamo sempre stati un centro innovativo e all’avanguardia, dobbiamo tornare a lavorare in questa direzione per il rilancio del tessuto economico, sociale e culturale della Città, ottenendo anche una ricaduta concreta sul benessere e l’occupazione cittadina.

Il centro storico è il cuore della nostra città ed il simbolo con cui viene riconosciuta nel mondo; la sua fruibilità e la vivibilità dell’acropoli ne è l’ossigeno. Più un territorio è vissuto e vitale, più è sicuro; la presenza delle persone è il miglior antidoto contro il degrado e le infiltrazioni della microcriminalità.

Occorrono azioni concrete e pratiche civili pensate insieme alla popolazione e realizzate con essa, anche replicando ed adattando modelli funzionanti, come l’esperienza di rinascita di Via della Viola o l’area di Corso Cavour, ad altre aree del centro.

L’accesso al centro storico va garantito a tutti con politiche di mobilità e parcheggio adeguate, e non con la sosta selvaggia e i parcheggi abusivi che lo hanno reso ancor più caotico e meno vivibile.

Le riqualificazioni del Mercato Coperto, del San Francesco al Prato e del Turreno, nonostante le ingenti somme messe a disposizione dalla Regione, sono rimaste fino ad ora bloccate, e ad oggi, dopo 5 anni non conosciamo ancora i progetti di riconversione. I grandi modelli nazionali ed internazionali che l’attuale giunta aveva pensato di trapiantare in città si sono scontrati con le caratteristiche territoriali e del nostro tessuto economico sociale paralizzandone il recupero. Una reale ed aperta partecipazione ai cittadini nelle fasi decisionali del recupero di parti storiche e luoghi simbolo della città sarebbe stata doverosa e necessaria. Crediamo che il recupero dei grandi spazi pubblici sia un elemento centrale per lo sviluppo ed il rilancio del nostro Centro Storico e che alcuni di essi possano essere funzionali alla promozione delle eccellenze produttive “green” locali (Umbria Grida Terra ne era un modello oggi dismesso) ma anche alla creazione di spazi adeguati ad ospitare pubblico e platee numerose, sia per i grandi eventi che per gli appuntamenti congressuali.

L’istituzione dei Consigli Territoriali di Partecipazione è una reale proposta di cambiamento per la vita politica e amministrativa della città. Siamo infatti convinti che dall’abolizione delle circoscrizioni in poi, la nostra città abbia perso un importante strumento, che consentiva a Perugia di poter crescere e svilupparsi, dai territori più periferici della città fino a quelli più centrali in modo omogeneo e costante, grazie alla vicinanza degli organismi decentrati.

Dalla loro abolizione non c’è stata la volontà di dare un segnale di modernizzazione delle forme di partecipazione della città. È necessario dotarsi di strumenti idonei per affrontare la complessa partita del governo dei territori, sempre più abbandonati a sé stessi. Il progetto di istituire questi organismi, sperimentati oltretutto già in molte altre amministrazioni, risponde quindi all’esigenza di attivare forme e luoghi per valorizzare la partecipazione dei cittadini alla vita politica ed amministrativa di Perugia, garantendo così la rappresentanza delle esigenze della popolazione dei rispettivi territori. Vogliamo quindi prendere un impegno con la città, cioè quello di presentare una proposta concreta di realizzazione dei Consigli Territoriali di Partecipazione a Perugia, da prevedere nella programmazione del prossimo Consiglio Comunale, elaborando un regolamento adeguato che possa istituirli e dare ad essi una forma coerente con i principi fin qui riportati.

Dobbiamo tornare a puntare su scuola e università, diritto allo studio e servizi agli studenti per fare di Perugia una vera e propria città campus naturale.

La nostra città ospita scuole con settori di eccellenza, prestigiosi atenei ed istituti di alta formazione conosciuti in tutta Italia e all’estero. L’importanza di questi centri del Sapere è stata per troppo tempo data per scontata o messa in discussione, benché rappresentino la vera ricchezza e il grande patrimonio della nostra città: gli enti locali, le direzioni scolastiche e le amministrazioni universitarie dovranno nel prossimo futuro lavorare in sinergia. Vanno garantite loro adeguate tutele, ascolto e collaborazione se vogliamo essere realmente sensibili alle problematiche che emergono dai poli formativi della nostra città.

La popolazione studentesca rappresenta per Perugia una vera linfa vitale sia in campo culturale, che sociale, che economico. Va investito seriamente sia sull’orientamento studentesco che sul job placement per tornare attrattivi. In più gli studenti, con la loro presenza, esercitano un controllo continuo sul territorio e contrastano episodi di degrado in alcune zone, rendendole più sicure e vivibili. Va quindi incentivata la presenza degli studenti con politiche adeguate: una rete capillare di biblioteche, l’apertura di aule studio anche in orario notturno, la mobilità alternativa e notturna con abbonamenti agevolati, il controllo degli alloggi abusivi e la lotta agli affitti in nero sono da sempre le nostre battaglie che intendiamo continuare a portare avanti con ancora maggior forza. Per fare tutto questo abbiamo bisogno che Perugia torni ad essere un punto di riferimento per la Regione, che si riappropri del suo naturale ruolo di Capoluogo di Regione e che si faccia promotrice di una nuova stagione, di un nuovo patto tra le grandi e importanti Istituzioni della città (le Università, l’Accademia, il Conservatorio).

Servono energie nuove, idee nuove e volti nuovi. È forte in città l’esigenza di un profondo rinnovamento delle istituzioni e dei suoi rappresentanti. Un nuovo modo di fare politica, che passa dai piccoli gesti fino ai grandi temi, fatto di credibilità ed affidabilità. Proposte innovatrici hanno bisogno di gambe nuove grazie alle quali poter camminare e, a volte, correre: non è soltanto una questione anagrafica, ma di favorire vere spinte innovatrici che partano da un nuovo modo di vedere e intendere Perugia nel mondo e in Europa.

Una particolare importanza la rivestono le pari opportunità, ma senza commettere l’errore di pensare che sia solo una battaglia di genere: il nostro impegno si riverserà su tutti coloro che avranno bisogno di essere tutelati dalle istituzioni cittadine, dalle donne ai giovani, dai diversamente abili ai malati.

Il nostro impegno per progettare il futuro

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Il paese, dopo qualche anno di timida ripresa per quanto riguarda la crescita economica ed occupazionale, è fermo al palo a causa delle attuali scellerate politiche nazionali e la città è nelle stesse condizioni.

Bisogna tornare a fare impresa per creare lavoro e va favorita la cultura di impresa etica. È necessario continuare a prevedere gli ammortizzatori sociali e le tutele, da estendere a tutte le categorie di lavoratori, sia della piccola e media impresa, che i lavoratori autonomi.

L’idea è di dare la possibilità a tutti, giovani e meno giovani, di avviare la propria attività grazie ad un “incubatore d’impresa”, un luogo in chi ognuno può entrare con un’idea e uscire con un’azienda grazie al supporto giuridico, commerciale e comunicativo in collaborazione con l’università e al supporto economico di banche, fondazioni e finanziarie. Sotto questo punto di vista, gli importanti progetti, finanziati tramite fondi europei, per la creazione di impresa culturale e creativa, rappresentano certamente un’opportunità per i giovani che vogliono mettersi in gioco con le proprie idee e i propri progetti.

Questo rappresenta un sistema positivo, da incentivare ed incrementare nella nostra città.

La nostra Città ha bisogno di trovare la strada giusta per tornare a crescere. Un contributo fondamentale per questa difficile battaglia non può che arrivare dal mondo dell’innovazione, del turismo e del commercio.

Pensando all’innovazione, alla ricerca, al trasferimento tecnologico e del sapere non possiamo permetterci di non coinvolgere gli Atenei presenti nel nostro territorio, officine di idee ed internazionalizzazione in cui creare un sistema di qualità capace di formare ed esportare eccellenze a tutto campo.

È opportuno, inoltre, sviluppare nuove politiche per il turismo, fiore all’occhiello anche in campo economico. Perugia deve diventare laboratorio di progettualità innovative in campo turistico che amplino l’attuale e storica offerta turistica grazie alle sue bellezze da coniugare con nuove idee, in grado di indirizzare e di coagulare le scelte regionali su di un’immagine culturale che sia armonica e spendibile.

Accanto all’innovazione e al turismo è necessario valorizzare il mondo del commercio, sia nell’acropoli che nelle zone periferiche, in grado di esaltare le nostre tipicità artigianali, enogastronomiche e manifatturiere, in modo da ampliare al massimo l’offerta commerciale presente in città. Per raggiungere questo obiettivo pensiamo di strutturare “vie dell’artigianato”, showroom dedicati ai prodotti tipici e abbiamo già proposto la promozione di percorsi storico-artistici e turistico-commerciali nelle botteghe artigiane e nei laboratori museo del Centro Storico da realizzare nei primi mesi di mandato.

Perugia è da sempre una città attenta allo sviluppo sostenibile, alle politiche ambientali e alla tutela del paesaggio, ma questo spirito sembra oggi essersi perduto, tra ripresa della lottizzazione e cementificazione e inesistenza di una cultura dell’ambiente: la (mancata) gestione del rogo della fabbrica di Ponte San Giovanni è solo un esempio dell’opinione della giunta su questi temi, malgrado i vecchi proclami.

È necessario un cambiamento culturale e di mentalità, che preveda il ripristinare di una collaborazione tra le istituzioni e gli organi tecnici di controllo ambientale per ricostruire una politica che agisca nei fatti per il concreto benessere e la salute dei suoi cittadini.

Serve un passo avanti, progettare la città salvaguardando il verde e il paesaggio, mettendo a sistema gli spazi in modo tale da recuperare un senso di appartenenza comune e al contempo lavorando per creare ricchezza e sviluppo economico sostenibile.

Fino a pochi anni fa la nostra città ha raggiunto il primato nelle classifiche nazionali sulle politiche ambientali, seconda soltanto alle città di Trento e Bolzano che beneficiano dello statuto speciale, ma durante questa amministrazione siamo tornati indietro.

La green economy non deve essere solo uno slogan da campagna elettorale, poi abbandonato completamente dopo pochi mesi dall’insediamento, ma un vero e proprio volano di sviluppo per il nostro territorio su cui investire seriamente sia come pubblico che come privato.

Favorire le energie rinnovabili ed il risparmio energetico, diminuire le emissioni inquinanti, migliorare l’efficienza energetica e ridurre la dispersione termica (pannelli solari, isolamento termico, evitare sprechi energetici, riqualificare gli impianti di riscaldamento e termocondizionamento, rivedere l’illuminazione) costruendo e riqualificando con criteri ecosostenibili ed ecocompatibili, implementare il car sharing e il car pooling con accesso in ZTL, come accade in altri capoluoghi, devono essere le parole d’ordine di questo mandato amministrativo.

Inoltre una città universitaria e dinamica come Perugia non può permettersi di non essere pulita e ordinata: una parte delle responsabilità dipendono anche da chi la città, troppo spesso, la sporca e non ha a cuore l’ambiente comune lasciando aree e beni pubblici imbrattati.

Per questo va incentivata una cultura civica ambientalista ed ecologista, supportata da una serie di operazioni di informazione e comunicazione che favoriscano le buone pratiche, anche partendo dalle scuole prevedendo adeguati programmi di educazione civica.

In linea con la nuova direttiva europea “Plastic Free”, che prevede di abbandonare le plastiche monouso a partire dal 2021, vogliamo sin da ora lavorare alla sensibilizzazione della cittadinanza ed adottare sistemi e materiali alternativi, riciclabili e facilmente riutilizzabili, per la salvaguarda dell’ambiente (borracce in alluminio, cannucce edibili, ripristino di distributori d’acqua a partire dagli enti pubblici) per far diventare Perugia un modello positivo per tutto il Paese.

Numerose associazioni animaliste, molti volontari, da sempre si impegnano per migliorare la qualità della vita degli animali cercando, molto spesso con le proprie risorse economiche, di far fronte alle carenze del servizio pubblico.

Per legge la responsabilità degli animali randagi è di competenza del Comune nel quale essi vagano, nel suolo pubblico (ad es. colonie feline) e\o in terreni privati (ad es. gatti da giardino). I volontari animalisti troppo spesso si trovano in condizioni di difficoltà, vista l’impossibilità di essere aiutati concretamente tramite il sostegno alle spese veterinarie, farmacologiche o alimentari. Per venire incontro a queste legittime richieste, sarebbe utile istituire un censimento delle associazioni animaliste accreditate.

Nel Comune di Perugia insiste, oltre al recente Parco del Riposo, una struttura destinata agli animali randagi e d’affezione, articolata nel canile sanitario, gestito da Usl Umbria 1, e nel parco rifugio, gestito da Enpa, che necessita di urgenti lavori di riqualificazione, anche per favorire la sua funzione sociale di cura nonchè di adozione degli animali.

È fondamentale, anche attraverso campagne di sensibilizzazione, favorire l’applicazione dei microchip, promuovere le sterilizzazioni, intensificare le operazioni di vigilanza e controllo, prevedere provvedimenti per chi riceve segnalazioni seriali, incentivare le adozioni dei cani presenti nei canili, avviare nelle scuole corsi di educazione al rispetto degli animali.

Un’altra importante battaglia da condurre senza indugi sarà quella a favore di un circo pulito ed etico, fatto di artisti e non di animali sfruttati, umiliati e mostrati al pubblico ludibrio. Ci impegneremo affinché il Comune autorizzi in città soltanto i circhi che non sfruttano e detengono animali in regime di coercizione, e affinché vieti l’esposizione di animali nelle fiere e nei mercati.

Il nostro impegno per la città delle persone

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Mobilità alternativa, mobilità notturna, accesso ai parcheggi e viabilità sono le chiavi per costruire una città a misura di persona.

Nell’agenda del prossimo governo locale non può mancare una completa revisione al piano urbano della mobilità puntando ad una presenza capillare e meglio organizzata dei mezzi pubblici e ad una migliore integrazione dei veicoli su gomma, ferro e rotaia.

In un sistema di mobilità efficiente e moderno va posta particolare attenzione alla mobilità notturna, per la quale le soluzioni sono molteplici: dai buxi a chiamata, all’estensione degli orari del Minimetrò, all’introduzione di una navetta circolare che colleghi i maggiori centri di interesse cittadini e universitari. Incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici e favorire le politiche di mobilità significa meno macchine in circolazione e, dunque, meno traffico, meno file e, soprattutto, meno inquinamento sia atmosferico che acustico che porta un miglioramento della qualità della vita e dell’aria che respiriamo.

La bicicletta elettrica, oltre ad essere un mezzo di trasporto sostenibile, è una soluzione particolarmente utile in una città collinare come Perugia, non solo per la facilità con cui consente di affrontare gli spostamenti anche in salita, ma anche per la possibilità di accedere alle ZTL e per la semplicità di parcheggio. Infatti l’uso delle bici a pedalata assistita si sta diffondendo ed è sempre più frequente incontrarle in giro per la città. Ma per avere un impatto sostanziale sulla mobilità urbana è necessario offrire un servizio per il noleggio breve di biciclette elettriche (“bike sharing”) che consenta di prelevarle autonomamente in un punto e depositate in un altro punto della città pagando un abbonamento periodico. Questo servizio è già presente, ma i punti di prelievo/ritiro delle bici a pedalata assistita sono pochissimi, rendendo inutilizzabile un servizio che avrebbe enormi potenzialità. Occorre quindi innanzitutto aumentare i punti della città in cui sono presenti le rastrelliere, comprendendo almeno i quartieri limitrofi al centro storico, in modo da rendere possibili gli spostamenti casa-lavoro, casa-luogo di svago, casa-centro storico, oltre agli spostamenti intermodali: dalla fermata del bus o stazione del treno al luogo di destinazione.

Per quello che riguarda la sosta va garantito l’equilibrio a norma di legge tra le strisce bianche e quelle blu, tra i parcheggi liberi e quelli a pagamento. Anche combattendo la sosta selvaggia e i parcheggi abusivi.

Queste sono ad oggi soltanto le basi di partenza, rappresentano le linee guida che dovranno continuare ad essere seguite per rendere l’accesso ai cittadini, ai turisti e agli studenti sempre più

semplice ed ampio possibile.

In questi anni i fondi nazionali per i servizi sociali sono stati praticamente azzerati. In passato Perugia è riuscita ad aver mantenuto tutti i servizi per i bambini, per i minori, per i disabili, per le famiglie e per gli anziani compensando i tagli con il proprio bilancio. Il tutto in un periodo di recessione e crisi come l’attuale che ha visto cambiare radicalmente le esigenze e aumentare
notevolmente il numero delle richieste e dei sussidi. Tutto questo, a partire dal caso delle mense, non è più una priorità nell’agenda politica della città negli ultimi anni.
Un’amministrazione che, in passato, ha fatto del welfare il suo fiore all’occhiello si deve concentrare in modo particolare sul settore del sociale e della cooperazione affiancati dal mondo della solidarietà e del volontariato, soprattutto in un momento di gravi difficoltà come questo. La vera sfida del futuro sarà quella di favorire forti reti di cooperazione tra gli enti locali e le associazioni di volontariato che, con importanti sforzi e sacrifici, da tempo operano nel nostro territorio.
L’impegno è a far fronte, grazie anche ai soggetti che operano sul campo, ai disagi, alle paure alle necessità e alle ristrettezze delle fasce più deboli della nostra società. Come accade, ad esempio, nel centro residenziale di Cure Palliative (Hospice), nei centri anti-violenza con assistenza e residenzialità, nelle residenze protette per anziani e disabili, nelle residenze sanitarie assistite, nelle strutture per minori (gruppi appartamento, comunità familiare, comunità di pronta accoglienza), nei servizi ai bambini, alle madri e alle famiglie (Centro per bambini e famiglie, nido d’infanzia, sezione primavera, mense scolastiche e servizio di trasporto). Nessuno deve rimanere indietro, nessuno deve essere lasciato solo, perché nella nostra idea di società le difficoltà vanno affrontate insieme.

Sport e salute sono decisivi per la qualità della vita dei perugini: non solo Pian di Massiano che è un’area straordinaria che deve diventare un grande parco dello sport, ma anche i tanti parchi, percorsi ed aree verdi contribuiscono al benessere delle persone. Vanno tutte riunite in una rete di spazi interconnessi dedicati allo sport e alla salute.

A Perugia serve uno Stadio totalmente rinnovato, anche se il sogno sarebbe uno stadio nuovo; un Palazzetto adeguato alle esigenze di spazio e di capienza di una squadra di volley che si muove da assoluta protagonista nei tornei italiani ed europei; nuovi servizi e sempre più verde.

La nostra città merita una piscina olimpionica e un impianto di atletica leggera omologato con una pista di almeno 8 corsie. La rete degli impianti sportivi disseminati sul territorio comunale deve essere valorizzata e resa fruibile a tutta la cittadinanza, puntando sullo straordinario patrimonio delle associazioni sportive che devono essere sostenute e coinvolte. In tutto il territorio comunale occorrono nuovi percorsi pedonali e ciclabili fruibili ai cittadini e ai turisti.

L’Azienda ospedaliera di Perugia è il più importante centro di alta specializzazione tra Roma e Firenze ed è necessario preservare e migliorare la qualità delle prestazioni erogate, così come è necessario potenziare i servizi sanitari territoriali che operano nel perimetro comunale, integrandoli al meglio con quelli ospedalieri.

È necessaria valorizzare e promuovere presìdi capillari: servono Case della Salute e Aggregazioni Funzionali Territoriali diffuse sul territorio (a cominciare dal trasferimento del Distretto di via XIV Settembre alla Nuova Monteluce) con servizi ambulatoriali, medici di medicina generale e pediatri 24 ore su 24.

Anche se l’assistenza sanitaria è competenza strettamente regionale, al Comune è assegnata la funzione di “lettore dei bisogni” sanitari e socio-sanitari del territorio. ll Comune è il custode della salute dei cittadini, ha precise funzioni di collaborazione nella programmazione sanitaria e deve tenere rapporti corretti e costanti con il sistema di Istituzioni incaricate della tutela della salute pubblica.

Una Città più amica dello sport e più attenta ai servizi socio-sanitari è una Città che ha a cuore il benessere dei propri cittadini. Così sarà la nostra Perugia.

Perugia è cambiata. Nel corso dell’ultimo decennio la popolazione straniera a Perugia è triplicata. A questa nuova realtà si può rispondere in due modi: uno è quello dell’attuale amministrazione, che blocca le frontiere ma solo ai deboli, mentre con i più forti è sempre pronta pronti a stendere tappeti rossi, trincerandosi dietro un tribalismo che indica un capro espiatorio da additare per giustificare i propri fallimenti politici.

L’altro è invece quello che vogliamo per la nostra città. Perugia deve essere una città che rende protagonisti le esperienze, i talenti e le intelligenze del suo volto plurale, deve riconquistare un ruolo di primo piano riscoprendo e valorizzando la sua ricchezza interculturale e multietnica. Una visione che intende valorizzare soprattutto i tanti giovani stranieri di seconda o terza generazione, nati e cresciuti in Italia, ma non italiani per l’anagrafe. Giovani che rappresentano un’occasione per Perugia e per il suo rilancio internazionale.

Si rende necessario elaborare nuove risposte per promuovere l’inclusione, l’integrazione e rafforzare la coesione sociale, costruire un’idea di convivenza che ricrei alleanze sociali e il senso di appartenenza alla comunità.

Vive e lavora nella nostra città anche una grande comunità LGBTQI che, come in tutte le altre città, contribuisce allo sviluppo e al benessere collettivo del nostro territorio. Anche qui vi sono due scelte: una conduce a Pillon e al Family Day di fanatici e integralisti della famiglia, desiderosi di riportare la nostra legislazione ai secoli bui dei diritti civili. L’altra strada, la nostra strada, non può che essere opposta.

L’amministrazione può fare molto per migliorare la qualità della vita delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans favorendo progetti e iniziative per i diritti, promuovendo azioni e servizi di contrasto alle discriminazioni, al pregiudizio, all’omofobia e la transfobia. Campagne di sensibilizzazione e comunicazione per permettere a tutte e a tutti di conoscere e non discriminare. Sostenere i tanti progetti formativi che vengono proposti nelle scuole, sia per gli insegnanti, sia per gli studenti e per le loro famiglie, educandole alla conoscenza e ad un comportamento corretto. Progetti di formazione dei dipendenti della pubblica amministrazione e delle società pubbliche e private. Rilanciare la partecipazione di Perugia a RE.A.DY. la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, per avviare un confronto e una condivisione delle buone pratiche con le altre amministrazioni locali. Una maggiore importanza alle politiche culturali, sociali e di educazione alla salute e alla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale.

È importante diminuire la burocrazia ed i suoi costi indiretti fatti di tempi di anticamera davanti agli uffici, di file agli sportelli e di documenti cartacei per favorire sempre di più i servizi on-line, le procedure informatizzate e la dematerializzazione delle carte bollate e allo stesso tempo riorganizzare il sistema URP, al fine di garantire gli standard qualitativi del servizio.

L’accesso alle informazioni, l’ascolto della cittadinanza da parte delle istituzioni e la partecipazione attiva dei cittadini sono tutte facce di una democrazia moderna e funzionante. Davanti alle scelte da fare o alle decisioni da prendere, spesso si tiene l’atteggiamento di chi sta alla finestra a braccia conserte, criticando e lamentandosi delle scelte altrui. Ma questo non basta a cambiare le cose.

Grazie alle proposte del Pd sottoposte in questi anni sono state introdotte le sedute in diretta streaming del Consiglio Comunale che rimangono, poi, registrate sul portale del Comune di Perugia. Inoltre è stata resa pubblica l’anagrafe degli eletti con curriculum, proposte, presenze e reddito dei rappresentanti istituzionali. Dobbiamo essere tutti protagonisti, dobbiamo impegnarci per una cittadinanza attiva che è fatta di informazioni esatte e di partecipazione costante alle decisioni. Con questo spirito di coinvolgimento dei cittadini bisogna lavorare per la trasparenza, il merito e la partecipazione negli enti locali.

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